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Guarire dall'Ipocondria

L’ipocondriaco è colui che soffre di una preoccupazione ossessiva e ingiustificata per la sua salute, che persiste nonostante le rassicurazioni dei medici e la completa assenza di sintomatologia fisiologica rilevabile.

Nella maggior forma di ipocondria, la persona riduce la sua identità alla sua malattia, che diventa un oggetto di amore-odio. Si tratta di una condizione di narcisismo, un completo ritiro. Ci avviciniamo i meccanismi della paranoia, ma qui il soggetto è perseguitato da un corpo considerato anormale.

Fortunatamente, le preoccupazioni ipocondriache sono spesso più vicine alla nevrosi e depressione. Questo è un modo di alcune persone per ‘contenere’ la propria ansia, giacchè una localizzazione precisa, fisica e riconoscibile risulta loro più tollerabile di uno stato di allerta permanente e diffuso. Dobbiamo anche distinguere l'ipocondria transitoria, una paura fugace che può insorgere in seguito alla morte di un parente o alla visione di un programma sull’AIDS e le paure che si sviluppano dopo una vera e propria malattia grave, stabilizzata, di cui si teme un ritorno.

Per molti psichiatri l’ipocondria ha un'origine psicodinamica. Spesso viene riscontrata in persone che soffrono di un’esperienza precoce di deprivazione emotiva, lutto o separazione. Altri hanno avuto genitori che li portavano dal medico ad ogni minimo sintomo, generando nel bambino un senso di vulnerabilità e di insicurezza rispetto al proprio corpo.

Alcuni psicoanalisti asseriscono derivi da una marcata mancanza di autostima. La malattia risulterebbe una forma accettabile di fallimento, nascondendo al suo interno un profondo senso di impotenza e di nullità. Ansie ipocondriache sono abbastanza comuni in adolescenza e in menopausa, in quanto questi periodi provocano una profonda messa in discussione della immagine di sé. Per i terapeuti familiari l'ipocondriaco altro non è che il vettore dei sintomi, il capro espiatorio degli altri membri della famiglia patologica.

Le persone ipocondriache sono in costante ricerca di rassicurazioni ma, il più delle volte, queste non fanno altro che peggiorare la situazione. Una ricerca su internet, il parere dubbioso di un medico o un singolo valore alterato durante le continue visite dagli specialisti possono procurare maggiore ansia ed esacerbare la sensazione di sentirsi gravemente malati. Invece, laddove il medico consultato non trovi sintomi rilevanti a corroborare la propria ipotesi di malattia, si arriva a dubitare della validità dello specialista.

Per alleviare gli stati d’ansia improvvisi che, in alcuni casi, possono sfociare in attacchi di panico si può ricorrere a rimedi naturali calmanti e rilassanti (camomilla, valeriana, biancospino, fiori di Bach) ma si tratta solo di palliativi. La questione andrebbe affrontata con l’ausilio di un terapeuta. L’aiuto psicologico infatti va subito cercato (un’ipocondria trascurata non può che peggiorare) e diviene fondamentale per individuare e lavorare sulle cause dell’ipocondria stessa che, il più delle volte, è solo la punta dell’iceberg.


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